Il Coronavirus ci ha dato una bella lezione

Francesco Fusi
Scaffali dei supermercati vuoti, strade semi-deserte, persone che vengono filmate mentre litigano a causa di uno starnuto. Il Coronavirus ci ha dato una bella lezione: i film di Spielberg non superano la realtà. Le notizie che apprendiamo ogni giorno sono sconcertanti. Senza alcun dubbio è chiaro a tutti che il virus più preoccupante è la reazione della popolazione alle catastrofi. Il panico che ci trasmettiamo ogni giorno, genera delle energie che assomigliano ad un fulmine che scarica sulla città, nelle grandi metropoli, dosi di ansia, irrequietezza. Alla prima buona occasione esplodiamo e pare che non riusciamo più a contenere le nostre reazioni. Un virus sicuramente preoccupante, che ha generato la morte di tante persone è stato però trasformato in un nemico invincibile.

Ma cos’è per esattezza il coronavirus?

I Coronavirus sono una famiglia di virus a filamento RNA, con l’aspetto di una corona. Tocca però sorprendere i più in quanto questi virus sono nati non oggi, bensì negli anni ’60. L’attuale virus semplicemente non era stato mai identificato nell’uomo finchè non si è verificato il primo caso a Wuhan, in Cina, a dicembre 2019. Come tutti oramai sappiamo, i sintomi più comuni sono: febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Solo nei pazienti con difese immunitarie molto basse questo virus causa: polmonite, insufficienza renale, morte. Ma vi invito ad aprire il sito del ministero della salute  http://www.salute.gov.it  e alla voce “quant’è pericoloso il coronavirus?” troverete scritto: “Raramente può essere fatale”. L’era della manipolazione delle masse tramite il web, le fake news, gli argomenti imposti dall’agenda politica, vincono sulla lucidità dell’essere umano. Non sappiamo più fermarci, capire che si tratta di un’autentica manipolazione, ragionare con il nostro cervello. Il dinamismo della società ormai ci fa vivere in un vortice da cui non solo sembra difficile uscire anzi pare essere una volontà quella di non uscirci. Perché storditi è meglio, sentiamo meno dolore, pensiamo poco. Intanto quello che dovrebbe rappresentare un vero cruccio resta nel silenzio totale. In Antartide ci sono 20° a febbraio. In Siria a causa del blocco medico e alimentare sempre più bambini stanno morendo. Trump, Bolsonaro, Erdogan sono ancora i capi dei rispettivi governi. Le foreste in Australia continuano a bruciare da 6 mesi. Insomma siamo nel panico totale. Ogni giorno lo si vive quasi come se ci aspettassimo un evento catastrofico. Ci stiamo abituando a tutto. Preoccupante è sicuramente il fatto che la percezione dell’opinione pubblica si allontana sempre di più dalla realtà. In particolar modo, in Italia, siamo il paese con il tasso più alto di falsi miti da sfatare. Allarmante è il dato che riguarda il nostro analfabetismo funzionale, in quanto il 29% della popolazione è incapace di comprendere la veridicità  di una fonte, valutare testi scritti.  Abbandonando i dati scientifici che non mi hanno mai fatto impazzire, quello che bisognerebbe provare a recuperare è l’umanità che stiamo perdendo. I nostri concetti di democrazia e libertà si sgretolano sotto i colpi di un razzismo dilagante. L’altro è diventato motivo di paura. Siamo pervasi dallo scetticismo e non riusciamo più a fidarci, forse neanche di noi stessi. Gli eventi come il Coronavirus servono per farci capire che sfoghiamo le nostre frustrazioni, i nostri stili di vita asfissianti, alla prima buona occasione riversiamo tutto sull’altro.  L’unica speranza, spero possa partire da questi eventi catastrofici. Che possano riavvicinare gli esseri umani tra loro, che il calore di un abbraccio possa essere più soddisfacente di una condivisione sui social, che il confronto dal vivo possa vincere sulla chiacchiera virtuale, che l’ingegno e la creatività non siano delegati a delle macchine. Il cambiamento parte da ognuno di noi. Mentre quel 3% che detiene la ricchezza mondiale, gioca sulle paure della gente e manda la vita della razza umana su questo Pianeta all’aria, l’unica soluzione sarà sempre la solidarietà.

Leave a Comment

Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Not readable? Change text. captcha txt

Start typing and press Enter to search